Il dio d'argilla : dramma in quattro atti liberamente ispirato alla vita e al pensiero di F. Nietzsche / Édouard Schneider ; traduzione e introduzione di Giovanni Praticò.

By: Schneider, Édouard [VerfasserIn]Contributor(s): Praticò, Giovanni [ÜbersetzerIn]Language: Italian Publication details: San Severino : Paguro, 2020Description: 228 Seiten ; 17 cmISBN: 978-88-99509-82-8 Subject(s): Nietzsche, Friedrich Wilhelm 1844-1900Genre/Form: Theaterstück
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2020SF029 (Browse shelf (Opens below)) Available

Verlagsangabe: Il Dio d’Argilla, che nella circostanza ha preso la figura d’un filosofo, è stato immaginato sul modello di F. Nietzsche e Schneider ha posto sulle sue labbra le formule di Zarathustra. L’eroe della pièce teatrale Alexandre Folzer, ha le stesse idee, le stesse circostanze, le stesse nuances del carattere del pensatore tedesco di cui il commediografo fu — senza esserne un discepolo accecato — un fervente ammiratore. Se nella realtà il filosofo tedesco è contrapposto a Wagner; distruttore il primo, costruttore il secondo, in questo Dramma Alexandre è in opposizione ad una gentile, vibrante e sentimentale giovane, Elisabeth Destynn, che ha deciso con una totale abnegazione di rinunciare ad ogni vivente gioia confinandosi nelle “glaciali sfere dei deliri cerebrali”. Folzer, crede di elevarsi sopra l’umanità, esalta la solitudine del superuomo e, come Nietzsche, si sprofonda nella follia dopo essersi compiaciuto di temprare il suo arrogante pensiero nella trasparente aria delle cime dell’Engadina. Elisabeth, lo richiama alla realtà spezzando il suo amore intellettuale che l’univa cecamente al filosofo, sforzandosi di convincerlo che l’individuo isolato è nulla e che non esiste alcuna forza creatrice fuori dell’umanità sensibile e vivificante. Se l’orgoglio, non è che una divinità d’argilla destinata all’affondamento e al precipizio, la solitudine porta al suicidio intellettuale. Alexandre, il dio d’argilla, sempre convinto che nulla esiste al di fuori della pura ragione, cade barcollando e crolla vittima della sua stessa ragione e di quella solitudine assoluta dove non ha trovato che impotenza ed egli stesso finisce con l’affondare come una statua d’argilla.
«Chi vuol fare l’angelo — scriveva Pascal — finisce con il fare la bestia».